Fobia Specifica: Caratteristiche, Sintomi e Cura


Cos'è la Fobia Specifica?

La caratteristica principale di questo disturbo è che la paura o l'ansia compaiono alla presenza di una particolare situazione o oggetto che è definito stimolo fobico. Molte persone hanno timore per oggetti o situazioni che appartengono a più categorie di stimoli fobici. Affinché si possa effettuare una diagnosi di fobia specifica, la paura deve essere differente dalle paure normali e passeggere che si riscontrano di solito nella popolazione. La paura o l'ansia devono avere un elevato livello, grave o intenso. Per soddisfare i criteri per una diagnosi, la paura o l'ansia devono essere intense o gravi.

La paura sperimentata può variare rispetto alla vicinanza con l'oggetto o la situazione specifica e si può presentare in base alla previsione o alla effettiva presenza dello stimolo fobico. La paura o l'ansia si presentano ogni qualvolta la persona entra in contatto con lo stimolo fobico immediatamente e senza ritardo. La situazione viene evitata attivamente, o se non è possibile evitarla, questa o l'oggetto provoca un'intensa paura o ansia.

Immagine Fobia specifica

L’evitamento attivo consiste nel fatto che l'individuo mette in atto intenzionalmente comportamenti che hanno lo scopo di ridurre o prevenire il possibile contatto con oggetti o situazioni fobiche. Molte persone con fobie specifiche hanno sofferto molti anni in passato per i loro disturbi e di conseguenza hanno cambiato le loro abitudini di vita in modo tale da poter evitare l'oggetto o la situazione fobica. In questo modo non si confrontano più con la paura o l’ansia nella loro vita quotidiana che però ne risulta molto limitata. Generalmente, la paura e l'ansia si  esprimono in modo diverso tra bambini e adulti. Un aumento dell'eccitazione fisiologica è una caratteristica frequente presente nelle persone con fobia specifica in previsione o durante l'esposizione a una situazione o ad un oggetto fobico. La fobia specifica generalmente si sviluppa nella prima infanzia, con un esordio nella maggior parte dei casi che avviene prima dei 10 anni. Le persone con diagnosi di fobia specifica evidenziano un’elevata compromissione del funzionamento psicosociale, lavorativo e relazionale con una marcata diminuzione della qualità della vita.

Fobia Specifica: DSM-5, Sintomi e Diagnosi

A. Intensa paura o ansia per un oggetto o una specifica situazione (es. animali, altezza, volare, vista del sangue, fare un’iniezione, paura di guidare).

B. L'oggetto o la situazione fobica produce paura o ansia immediata quasi sempre.

C. L'oggetto o la situazione fobica viene evitata in modo attivo o sopportato con paura o ansia intensa.

D. La paura o l'ansia risulta eccessiva in relazione al pericolo reale rappresentato dalla situazione specifica o dall'oggetto o  e al contesto socioculturale.

E. La paura, l'ansia o l'evitamento hanno un carattere di persistenza e generalmente hanno una durata di 6 mesi o più.

F. La paura, l'ansia o l'evitamento provocano un disagio significativo a livello clinico o una compromissione del funzionamento lavorativo, sociale o di altre aree importanti della propria vita.

G. Il disturbo non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale, quali ansia, panico o altri come l'agorafobia, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da stress post-traumatico, il disturbo d'ansia da separazione o il disturbo d'ansia sociale.

Le persone possono avere più di una fobia specifica. Chi ha una fobia specifica mediamente teme tre oggetti o situazioni e circa 3/4 delle persone con fobia specifica teme più di una situazione o oggetto. In questi casi, si dovrebbero avere più diagnosi specifiche di fobia, rispetto agli stimoli fobici individuati.

Nota: nei bambini, la paura o l'ansia si possono esprimere attraverso il pianto o con i capricci, oppure con un blocco emotivo o attaccamento eccessivo.

Come si  la Fobia Specifica?

La terapia cognitivo comportamentale (CBT) è il trattamento psicoterapeutico più ampiamente utilizzato per la cura e il trattamento della fobia specifica. Numerosi studi hanno dimostrato che le tecniche utilizzate nella CBT portano a un notevole miglioramento con la maggioranza delle persone (circa l'80%) che mostrano una remissione completa dei sintomi in 10/12 sedute di psicoterapia. La CBT risulta il trattamento più efficace sia per le fobie che e per gli altri disturbi d'ansia. Il trattamento cognitivo comportamentale per le fobie è basato sulla disattivazione della risposta ansiosa dalla situazione temuta. La CBT identifica i modelli di pensiero disfunzionali o irrazionali e aiuta le persone ad apprendere nuove modalità di pensiero più adattive e più funzionali rispetto alle situazioni considerate. Una volta che questi schemi di pensiero sono stati assimilati le persone tendono a estinguere la risposta fobica e questo avviene anche fornendo modelli comportamentali per affrontare la paura senza sperimentare ansia. Per mezzo di questo processo di cambiamento relativo a pensieri e comportamenti, la maggior parte delle persone mostra un miglioramento significativo con una significativa remissione dei sintomi ansiosi.

La CBT per le fobie specifiche comporta l'utilizzo di una combinazione delle seguenti tecniche:

Riorganizzazione cognitiva: le persone con fobie hanno spesso pensieri catastrofici in relazione alla loro fobia. Inoltre, la maggior parte delle persone con fobie sottovaluta la propria capacità di affrontare la paura in situazioni difficili. La ristrutturazione cognitiva insegna alle persone a identificare questi tipi di schemi di pensiero controproducenti e a sostituirli con pensieri più realistici, che si traducono in una diminuzione dell'ansia e dell'evitamento.

Esposizione sistematica: l'esposizione aiuta le persone a pianificare un graduale e regolare avvicinamento all’oggetto o alla situazione temuta attraverso un’esposizione ripetuta allo stimolo fobico finché questo non provoca nessuna o poca ansia. Ad esempio, se consideriamo la fobia dei ragni, il punto di partenza potrebbe essere iniziare a parlare in maniera soft dei ragni. La fase successivo consiste nel guardare immagini di ragni presentate seguendo una gerarchia che va dall’immagine con meno impatto a quella che prima evocava maggiore ansia per arrivare, alcune volte, alla presenza in vivo dell’oggetto fobico. La tecnica dell’'esposizione generalmente raggiunge un risultato migliore se è preceduta da una riorganizzazione cognitiva.

Autore articolo: Prof. Massimo Continisio

Bibliografia

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