Attacchi di Panico, DSM 5: Caratteristiche, Sintomi e Cura


Cosa sono gli Attacchi di Panico?

Il disturbo di panico si riferisce ad attacchi di panico ripetuti (diversi attacchi che si verificano in un certo arco di tempo) e del tutto inaspettati e improvvisi. Un attacco di panico è costituito da un’ondata improvvisa di paura o disagio intensa che, a livello sintomatico, raggiunge il picco in pochi minuti durante il quale si verificano diversi sintomi fisici e cognitivi (vedi il paragrafo sottostante: sintomi e criteri diagnostici DSM 5). Si verificano anche attacchi di panico prevedibili per i quali esiste spesso un segnale distintivo che li attiva, come, ad esempio, una situazione in cui si verificano tipicamente gli attacchi di panico. La gravità e La frequenza e degli attacchi di panico hanno un range di variazione molto elevato. Si possono verificare attacchi poco frequenti (es. uno alla settimana o anche a distanza di mesi, o attacchi più frequenti (es. giornalieri) spesso separati da alcune settimane o mesi in cui non si verifica nessun attacco oppure con una frequenza relativamente bassa (es. due o tre al mese) anche per molti anni.

Immagine Attacchi di Panico

Per quanto riguarda la gravità, le persone con disturbo di panico possono avere attacchi con una completa sintomatologia o un numero di sintomi più limitati e variabile. Per poter diagnosticare il disturbo di panico è necessario che si sia verificato più di un attacco di panico non previsto e completo (con almeno quattro dei sintomi elencati nel punto “A”. Le preoccupazioni per gli attacchi di panico o le loro conseguenze generalmente riguardano problemi di tipo fisico, come la preoccupazione che gli attacchi di panico si possano riferire alla eventuale presenza di gravi malattie che potrebbero essere anche letali; imbarazzo o paura legate a preoccupazioni sociali, relative alla possibilità di essere giudicati negativamente dagli altri a causa di sintomi di panico visibili; preoccupazioni sul proprio funzionamento mentale, come il timore di poter "impazzire" o perdere il controllo. I cambiamenti che cercano di modificare in modo disadattivo il comportamento rappresentano tentativi di evitare gli attacchi di panico e ridimensionare le possibili conseguenze. Ad esempio evitando gli sforzo fisici, modificando i comportamenti nella vita quotidiana per fare in modo che ci sia disponibilità di aiuto nel caso di attacco di panico. Si posso anche limitare le normali attività quotidiane, come uscire di casa, fare acquisti nei negozi o usare i mezzi pubblici. In questo caso se è presente agorafobia, viene fatta una diagnosi separata di agorafobia. Un attacco di panico notturno è un tipo di attacco di panico inaspettato che consiste nello svegliarsi dal sonno in uno stato di panico. Questo tipo di attacco di panico si verifica in circa un terzo/quarto degli individui con disturbo di panico che nella maggior parte dei casi ha anche attacchi di panico durante il giorno. Molte persone con disturbo di panico sperimentano sentimenti di ansia in modo costante o intermittente che spesso sono un’anticipazione di un possibile esito catastrofico dovuto alla percezione di un lieve sintomo fisico o di un effetto collaterale di un farmaco. Ci possono essere anche preoccupazioni pervasive sulle proprie capacità di poter completare le attività quotidiane o gestire fattori di stress quotidiani. L’esordio del disturbo di panico avviene in media all’età di 20-24 anni anche se in una piccola percentuale può esordire anche durante l’adolescenza e più raramente nell’infanzia. L'esordio può verificarsi dopo i 45 anni in una percentuale molto bassa. A livello clinico, le caratteristiche del disturbo di panico non differiscono tra maschi e femmine.

Disturbo di Panico: DSM 5, Sintomi e Diagnosi

A. Attacchi di panico periodici e imprevedibili. Un attacco di panico è costituito da un'improvvisa ondata di paura o disagio intensi che, a livello sintomatico, raggiunge il picco in pochi minuti. Durante l’attacco di panico si riscontrano quattro o più dei seguenti sintomi:

1. Palpitazioni, percezione dell’aumento del battito cardiaco o battito cardiaco accelerato.

2. Sudorazione.

3. Tremore o agitazione.

4. Sensazione di soffocamento o mancanza di respiro.

5. Percezione di soffocamento.

6. Dolore o disagio nell’area al petto.

7. Nausea o disturbi a livello addominale.

8. Sensazione di vertigini, mancanza di stabilità, stordimento o svenimento.

9. Brividi o sensazioni di calore. 10. Parestesie (sensazioni di intorpidimento o formicolio).

11. Sentimenti di irrealtà (derealizzazione) o essere distaccati da se stessi (depersonalizzazione).

12. Paura di non avere più il controllo su se stessi o di poter "impazzire".

13. Paura di morire.

B. Uno degli attacchi di panico è stato poi seguito da un mese o più di un mese da uno o da entrambi i seguenti comportamenti: 1. Preoccupazione persistente di avere ulteriori attacchi di panico e per le loro conseguenze (vedi tutti i punti sopra descritti). 2. Un cambiamento significativo disadattivo nel comportamento correlato agli attacchi (ad esempio, comportamenti progettati per evitare di avere attacchi di panico, come evitare l'esercizio o situazioni non familiari).

C. Il disturbo non può essere attribuito agli effetti a livello fisiologico di una sostanza (es. abuso di droghe o farmaci) oppure ad una diversa condizione medica.

D. Il disturbo non è spiegato in modo migliore da un altro disturbo mentale.

Come si Curano gli Attacchi di Panico?

La terapia cognitivo comportamentale (CBT) è il trattamento psicologico più ampiamente utilizzato per la cura e il trattamento del disturbo di panico. La terapia cognitivo comportamentale si concentra sulla relazione tra i propri pensieri, emozioni e comportamenti. La CBT cerca di aiutare l'individuo a comprendere i modi in cui i nostri comportamenti sono influenzati dai nostri pensieri ed emozioni in relazione alle diverse situazioni, oltre a riconoscere e confutare i pensieri disfunzionali che contribuiscono a ridurre il benessere psicologico. Gli studi condotti sull'efficacia della terapia cognitivo comportamentale per il trattamento del disturbo di panico hanno evidenziato che la CBT è una terapia molto efficace per il trattamento e la cura di questo disturbo, risultando anche al primo posto tra le diverse metodologie psicoterapeutiche che trattano con successo i diversi disturbi d'ansia. Uno degli obiettivi principali della CBT è aiutare la persona con attacchi di panico a superare i modelli di pensiero negativo in modo da poter essere in grado di decidere più consapevolmente rispetto alle proprie azioni e comportamenti. Generalmente le persone con disturbo di panico hanno una maggiore sensibilità a pensieri negativi e convinzioni irrazionali, che portano a una diminuzione dell'autostima e a un aumento dell'ansia. I pensieri negativi sono spesso associato allo sviluppo di un disturbo di panico. Gli attacchi di panico sono vissuti attraverso un insieme di sintomi fisici e cognitivi (vedi criteri DSM 5). La CBT può aiutare le persone con disturbo di panico a sviluppare modi funzionali per gestire i propri sintomi. Una persona potrebbe non essere in grado di controllare la sua reazione immediata quando ha un attacco di panico, ma può imparare come affrontare efficacemente i suoi sintomi. La Terapia Cognitivo Comportamentale supporta il cliente nel raggiungimento di un cambiamento positivo e duraturo attraverso un processo che avviene in due fasi. Lo psicoterapeuta CBT aiuterà prima il cliente nell'identificazione delle sue cognizioni negative o modelli di pensiero disfunzionali. Concentrandosi sui processi cognitivi, una persona può iniziare a riconoscere i propri schemi di pensiero e individuare come questi influenzano i propri comportamenti. Lo psicoterapeuta utilizza una vasta gamma di tecniche, attività ed esercizi per aiutare il cliente a prendere coscienza dei propri pensieri negativi e ad imparare a riorganizzarli con modalità di pensare più sane e orientate al benessere psicologico. Alcuni esercizi CBT comuni includono scrivere un diario delle esperienze vissute durante il giorno compresi gli attacchi di panico. Acquisizione di competenze e abilità da utilizzare nei cambiamenti comportamentali. La fase successiva della CBT prevede la cl'elaborazione di strategie di coping (fronteggiamento degli attacchi) efficaci per modificare i comportamenti disadattivi . Durante questa fase, la persona imparerà ad apprendere e sviluppare abilità atte a gestire l'ansia, ridurre lo stress, e affrontare e poi superare gli attacchi di panico. La desensibilizzazione è una importante tecnica CBT utilizzata per aiutare la persona con disturbo di panico a non utilizzare i comportamenti di evitamento. Attraverso la desensibilizzazione sistematica, lo psicoterapeuta introduce gradualmente stimoli che producono ansia mentre contemporaneamente insegna come gestire l'ansia anche con tecniche di rilassamento.

Bibliografia

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